LocalMind Lab · Guida pratica · aggiornata a ottobre 2026

Come scegliere la categoria della scheda Google

Illustrazione: una persona sceglie fra più targhette con simboli di mestieri diversi e ne infila una nella scheda con il pin rosso, che si accende.

La categoria è il campo con cui dici a Google che mestiere fai, ed è il primo che decide per quali ricerche la tua scheda è pertinente. Ne scegli una principale, quella che compare pubblicamente sotto il nome dell'attività, e poche secondarie per i servizi che offri davvero. Google chiede categorie precise e il meno possibile. Qui sotto trovi come sceglierla, come leggere quella dei concorrenti che stanno sopra di te e gli errori che tengono nascosta una scheda per bene.

A cosa serve la categoria della scheda Google?

Serve a dire a Google che mestiere fai, e Google la usa per capire se la tua scheda corrisponde a quello che una persona sta cercando. Sta dentro la pertinenza, il criterio su cui puoi fare di più.

Google ordina i risultati locali con tre criteri: pertinenza, distanza e notorietà (li abbiamo spiegati in come apparire su Google Maps). La distanza non si sposta, perché un negozio sta dove sta. La notorietà cresce piano, con le recensioni e con chi parla di te. La pertinenza invece si sistema in un pomeriggio, e la categoria è il primo campo che la determina.

La categoria non descrive un prodotto e non descrive un settore: descrive il mestiere. Non è "capelli", è il lavoro che fai quando qualcuno entra dalla porta. Google parte da lì per decidere in quali ricerche ha senso mostrarti e in quali no.

La conseguenza pratica è ruvida: con la categoria sbagliata puoi avere la scheda più completa del quartiere, le foto migliori e gli orari sempre giusti, e non comparire lo stesso nella ricerca che ti porta i clienti. Stasera apri il profilo dell'attività e leggi la categoria che hai adesso: è la prima cosa da guardare, prima delle foto e prima della descrizione.

Qual è la differenza tra categoria principale e categorie secondarie?

La principale dice qual è il mestiere che fai di più ed è quella che pesa di più. Le secondarie coprono gli altri servizi che offri davvero e ti fanno comparire anche per quelli.

AspettoCategoria principaleCategorie secondarie
Cosa descriveIl mestiere che fai di più, quello che diresti per primo a chi te lo chiedeGli altri servizi che offri davvero, tutte le settimane
Quante ne mettiUna solaPoche, e solo quelle che corrispondono a un servizio reale
Dove si vedePubblica, scritta sotto il nome dell'attività sulla schedaNon compaiono sotto il nome: lavorano dietro le quinte
A cosa serveA dire qual è il tuo mestiere principaleAd aggiungere ricerche in cui puoi comparire
Errore tipicoSceglierne una generica per non escludere nienteAggiungerne a raffica sperando di comparire ovunque
Le due voci a confronto. Il criterio della pertinenza e la richiesta di categorie precise vengono dalla guida sul posizionamento locale; gli esempi sono nostri. Fonte: Google.

La regola che Google ripete è una sola: categorie precise, e il meno possibile. Una scheda con dodici categorie non racconta che sai fare dodici cose, racconta che non si capisce cosa fai. Se un servizio lo fai due volte l'anno, non merita una categoria: merita una riga nella descrizione. Conta quante ne hai adesso, e togli quelle che non sapresti spiegare a un cliente.

Come si sceglie la categoria principale, in pratica?

Scrivi il mestiere con la parola che userebbe un cliente, cercala nel campo del profilo e prendi la voce più precisa che esiste. Se quella esatta non c'è, scegli la più vicina, non la più larga.

Cinque passaggi, venti minuti in tutto:

  1. Scrivi come ti chiamerebbe un cliente Non l'insegna e non la dicitura della visura: la parola che userebbe qualcuno che ti cerca senza sapere il tuo nome. Barbiere, non salone maschile. Idraulico, non impiantistica civile.
  2. Guarda cosa ti porta il lavoro Se la maggior parte delle ore e degli incassi arriva da un servizio, la categoria principale è quello, anche se il resto ti piace di più. La principale è una sola e va spesa sul mestiere vero.
  3. Cerca la parola nel campo Categoria Nel profilo dell'attività il campo propone un elenco: si sceglie fra le voci già previste da Google, non se ne inventano di nuove. Scrivi la parola e leggi tutte le proposte prima di decidere, non solo la prima.
  4. Prendi la più precisa, non la più larga Fra due voci che ti descrivono entrambe, scegli quella stretta. È la richiesta esplicita di Google: categorie il più precise possibile.
  5. Aggiungi una secondaria per ogni servizio vero Una per ogni servizio che offri davvero e che qualcuno potrebbe cercare da solo. Se non sapresti spiegare a un cliente perché c'è, toglila.

Una prova veloce per accorgerti di aver scelto male: dì la categoria ad alta voce dopo il nome dell'attività. Se suona come una frase che non diresti mai a un cliente, non è la tua. Se resti fermo fra due voci, la gestione della scheda Google parte proprio da questa decisione, ma la prima scelta puoi farla stasera da solo.

Come si scopre la categoria dei concorrenti che compaiono prima di te?

La categoria principale è pubblica: compare sotto il nome dell'attività, sia su Google Maps sia nei risultati di ricerca. Apri le prime tre schede della tua zona e leggila.

Cosa segnare su un foglio, per ognuna delle prime tre schede:

  • La categoria scritta sotto il nome. È la principale. Se tutte e tre hanno la stessa e tu ne hai un'altra, hai trovato qualcosa da controllare.
  • Il numero di recensioni e la media. Servono a capire se la differenza è la categoria o la notorietà: il metodo per recuperare sta in come aumentare le recensioni Google.
  • I servizi elencati nella scheda. Spesso lasciano intuire quali categorie secondarie hanno scelto.
  • Da dove stai cercando. Segna la via: la stessa ricerca da due punti diversi restituisce due mappe diverse, e senza quel dato il confronto non vale.

Attenzione a una mossa che sembra furba: copiare la categoria di chi sta primo. Se sta primo perché il suo negozio è a cinquanta metri da dove hai cercato, la categoria non c'entra niente, e tu hai appena cambiato il campo che ti descriveva meglio.

Il confronto serve quando è ripetuto: tre punti diversi del quartiere, la stessa ricerca, tre elenchi. Se la tua categoria è diversa da quella dei primi in tutti e tre i punti, l'ipotesi regge e vale la pena guardarla meglio. Fai i tre giri stasera e scrivi i tre elenchi su un foglio.

Quali sono gli errori più comuni con le categorie?

La categoria generica scelta per non escludere niente, quella copiata dal vicino, la fila di secondarie aggiunte a caso e la categoria usata come se fosse una parola chiave.

I cinque che troviamo più spesso quando apriamo una scheda:

  • La categoria ombrello. "Negozio" al posto di "Ferramenta". Sembra tenere aperte tutte le porte, in realtà non ne apre nessuna, perché non corrisponde a nessuna ricerca precisa.
  • Quella del vicino. Copiata da chi compare primo, senza sapere perché compare primo. Spesso il motivo è la distanza, che non si copia.
  • Le secondarie a raffica. Ogni servizio che vorresti fare un giorno diventa una categoria. Google chiede il contrario: poche e precise.
  • Il mestiere infilato nel nome. Aggiungere mestiere e città al nome dell'attività non sostituisce la categoria giusta, ed è una violazione delle linee guida che può costare la sospensione della scheda.
  • Il cambio ogni lunedì. Provare una categoria nuova ogni settimana non è una misura: nel frattempo cambiano anche i concorrenti, le recensioni e il punto da cui stai cercando.

Un caso a parte è la scheda che ha la categoria giusta e non compare lo stesso. Lì il problema di solito sta altrove: profilo incompleto, nessuna recensione recente, oppure semplicemente la distanza. Le cause, in ordine di frequenza, le abbiamo elencate in come apparire su Google Maps: leggile prima di toccare di nuovo la categoria.

Ogni quanto conviene cambiare la categoria della scheda?

Quando cambia il lavoro, non quando cambia l'umore. Un cambio ha senso se hai aggiunto un servizio, se hai smesso di farne uno o se la voce scelta non descrive più quello che fai.

La categoria non è una leva da tirare ogni settimana. È una dichiarazione: questo è il mio mestiere. Cambiarla di continuo confonde chi legge e non insegna niente a te, perché fra un cambio e l'altro si muovono anche i concorrenti, le recensioni e il punto da cui stai cercando.

Le occasioni buone per rivederla sono poche e riconoscibili: quando aggiungi o togli un servizio, quando apri una seconda sede, quando ti accorgi che i clienti ti chiamano con una parola diversa da quella che hai scelto. Segna la data del cambio su un foglio e guarda cosa succede nelle settimane dopo, non nei giorni dopo.

Se vuoi una fotografia fatta bene prima di toccare qualcosa, è esattamente quello che guardiamo nel check gratuito: quale categoria hai, quale hanno le prime tre schede della tua zona e da quali ricerche arrivi oggi.

Domande frequenti sulle categorie della scheda Google

Quante categorie posso mettere sulla scheda Google?

Una categoria principale, che è obbligatoria e compare sotto il nome dell'attività, e alcune categorie secondarie. Il limite esatto delle secondarie è indicato nella guida di Google sulle categorie. La regola che conta di più è un'altra: metti solo quelle che corrispondono a un servizio che offri davvero, perché Google chiede categorie precise e il meno possibile.

Qual è la differenza tra categoria principale e categoria secondaria?

La principale descrive il mestiere che fai di più ed è quella che pesa di più sulla pertinenza della scheda. Le secondarie descrivono gli altri servizi che offri davvero e ti fanno comparire anche per quelli. La principale è una sola ed è l'unica pubblica, scritta sotto il nome dell'attività.

Posso vedere la categoria dei miei concorrenti?

Sì. La categoria principale è pubblica e compare sotto il nome dell'attività sulla scheda, sia su Google Maps sia nei risultati di ricerca. Apri le prime tre schede che escono per la tua ricerca nella tua zona e leggi cosa c'è scritto sotto il nome.

Cambiare la categoria fa perdere posizioni su Google Maps?

Cambiare categoria cambia le ricerche per cui la scheda è pertinente, quindi la posizione può muoversi in entrambe le direzioni. Per questo si cambia quando cambia davvero il lavoro, non per fare una prova. Il posizionamento locale dipende anche da distanza e notorietà, e Google dichiara che non si può richiedere né acquistare.

Se la categoria esatta del mio mestiere non esiste, cosa faccio?

Scegli la voce più vicina fra quelle che Google propone, perché l'elenco è chiuso e non si possono aggiungere categorie nuove. Poi descrivi il servizio preciso negli altri campi della scheda, come i servizi e la descrizione, che sono liberi.

Fonti

  1. Google, «Scegli le categorie per il profilo della tua attività»
  2. Google, «Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google»

Guide ufficiali di Google, verificate il 23 settembre 2026. Google aggiorna spesso queste pagine: se leggi molto più tardi, controlla che dicano ancora le stesse cose. Si trovano cercando il titolo nel Centro assistenza del Profilo dell'attività.

Hai il dubbio che la categoria sia quella sbagliata?

In venti minuti guardiamo quale categoria hai, quale hanno le prime tre schede della tua zona e per quali ricerche compari oggi. Te lo diciamo anche se poi decidi di fare da solo.

Prenota il check gratuito · WhatsApp: +39 388 772 1375